ML di Alex Pasini

Testo di Alex Pasini  (Corriere della Sera)                                           Mirco è un grande...
Certo, essendo questo il suo sito, non potrei dire altrimenti. In più, noi siamo anche amici. Per nove mesi l’anno giriamo il mondo lavorando e scherzando, raccontandoci di motociclette e di noi, cercando buoni ristoranti e battendo i mercati delle Chinatown asiatiche a caccia di materiale a prezzi stracciati. Non solo: qualche volta, lui mi scarrozza (dice volentieri…) con lo scooter tra le curve più belle delle piste del Motomondiale: ci piazziamo lì, io con la mia improbabile digitale da scrittore in libera uscita, lui con la sua attrezzatura da professionista, e guardiamo i piloti passare. Arrivano magnifici e imprendibili, così svelti che sono lì e non ci sono già più. Per acchiapparli, per fermare l’istante, per illudersi di aver ingannato il loro tempo che corre mille volte più veloce del nostro, serve un istinto superiore. Serve saper guardare ma soprattutto vedere. Quando confrontiamo le nostre foto, non c’è dubbio su chi sappia vedere e chi invece si limita a guardare. Ecco perché bisogna dire che Mirco è grande “a prescindere” dall’amicizia che ci lega. Lo direte anche voi, vi basterà sfogliare i suoi album. O, come si dice oggi, le sue gallery. Foto belle, foto uniche. Foto, appunto, scattate da uno che non si limita a guardare il mondo che gli sta intorno, ma sa vedere quello che sta dietro. Non solo cronaca, ma anche racconto: dietro le sue immagini di moto – inclinate, destrutturate, mai casuali, fuse dentro il paesaggio o in potente contrasto con esso, perché comunque il fatto sportivo non vive mai fine a se stesso – ci sono storie ed emozioni. Si vedono nelle moto e si vedono nei primi piani (quelli che, fin troppo buono, Mirco elargisce ogni tanto anche a noi, piccoli attori e attrici del paddock fotografati una volta tanto come si deve…): se cercate una storia diversa, il rimbalzo di uno stato d’animo, l’anima del pilota da un’altra prospettiva, il cuore aperto di un manager, il retropensiero di un giornalista, la passione di un meccanico, beh, tutto questo dietro i suoi scatti lo trovate. E’ una questione di talento, e infine di sensibilità. Quella che determina lo stile e la riconoscibilità. Perché questo è ciò che fa di qualcuno un artista: la sua unicità, la possibilità di essere riconosciuto per quella cifra irripetibile che dà al proprio lavoro. Non a caso, quando le foto di Mirco arrivano attraverso le agenzie sui computer della redazione, hanno già la firma prima ancora che ne leggiamo la didascalia. “Questa non può che essere sua”, pensiamo al giornale. Ed è sempre così. Perché Mirco è un grande. E come tutti quelli come lui è impossibile da confondere. E adesso mi dai un passaggio al Cavatappi?
 
Text of Alex Pasini (Corriere della Sera)                                               Mirco is a great man.
 
Of course, since this is his web site, I couldn’t say otherwise. Moreover, we are friends, too. For nine months a year we go round the world working and joking, talking about motorcycles and ourselves, looking for good  restaurants and scanning the markets of the Asian Chinatowns in search for stuff at bargain prices. But it isn’t only this: he sometimes takes me ( willingly, he says.) with his scooter among the most beautiful bends of the circuits of the World Motorcycle Championship: we take place there, I with my unlikely digital camera suitable for a writer off duty, he with his professional equipment, and we look at the passing by riders. They arrive magnificent and elusive, so fast that they are there and they aren’t already seen  any longer. To catch them, to fix the instant, to be under the illusion to have deceived their time that is running at a speed one thousand times faster than ours, a superior instinct is needed. It is useful to be  able to look at but above all to see. When we compare our photos, there’s no doubt about the person who is able to see and on the contrary the one who limits himself to look at. That’s the reason why we need to say that Mirco is a great man, “setting aside” the friendship that binds us. You yourselves will say that, it will be enough for you to leaf through his albums. Or , as one can say nowadays, his galleries. Beautiful photos, unique photos. Exactly, photos taken by someone who doesn’trestrict himself to look at the world around, but by someone who can see what is behind. Not only commentary, but also detailed report: behind his images of motorcycles – leaning, unstructured, never made at random, melted inside the landscape or in mighty contrast with it, because anyway thesportsevent is never an end in itself – there are stories and emotions in it. They can be seen in the motorcycles and in the foregrounds ( the ones that the too-generous Mirco lavishes every now and then to us, little actors and actresses of the paddock photographed for once properly.): if you are looking for a different story, the rebound of a mood, the rider’s soul from another perspective, the open heart of a manager, the hidden thought of a journalist, the passion of a mechanic, well, all that can be found behind his snaps. It is a matter of talent, and after all of sensibility. The one that brings about the style and recognisability. Because this is what makes someone to be an artist: his uniqueness, the possibility of being recognized for that unrepeatable typical characteristic that he gives his own work. It isn’t a sheer chance, but when Mirco’s photos arrive through the agencies at the computers of the editorial office, they have already the signature even before we read their caption. ” This can be only his”, we think at the newspaper office. And it is always like that. Because Mirco is a great man. And it is impossible to mistake all those people who are like him. And now can you give me a lift to the Corkscrew?

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